Gianni Agnelli (Imprenditore, politico)
15 giugno 2020
spero con questa disanima che cercherò di rendere semplice e accessibile a tutti di spiegare il perché tra un politico e un impreditore/manager è sempre da preferire quest'ultimo a prescindere da qualsiasi altra considerazione che qualunque essa sia assume una rilevanza del tutto secondaria.
Ci sono un paio di premesse da fare prima di tutto, la prima è che il popolo italiano nel '45 dal socialismo del ventennio fascista che costruì l'Italia cambiò di bandiera e divenne comunista dove il comunismo ha avuto libera espressione fino a tutt'oggi grazie all'Associazione dell'ANPI così ben sostenuta da tutti i Presidenti della storia della Repubblica. La seconda è che la classe imprenditoriale italiana si è sempre trovata di fronte a questa realtà comunista con la quale ha dovuto fare sempre i conti e nelle realtà imprenditoriali più significative dell'economia del paese, hanno dovuto adattarsi travestendosi dell'anima sinistra, in tutti i sensi, della Repubblica.
La Repubblica è fondata sul lavoro, non è un caso che sia all'art 1 della Costituzione ed infatti si è sempre fino ad oggi sostenuta depredando la ricchezza prodotta appunto col lavoro nei settori dell'economia reale che è stata creata grazie a tanti capaci imprenditori che con principi meritocratici hanno permesso la realizzazione della middle class.
Non dimentichiamo però che gli imprenditori sono l'anello di collegamento tra lo Stato della cosa pubblica e il mondo dell'economia dei settori produttivi dell'economia privata. E' proprio su questo cardine di trasmissione che per sopravvivenza si sono visti molti imprenditori indossare il vestito della sinistra falsamente a difesa del lavoro perseguendo però obbiettivi ed interessi tipici del mondo visto da destra a difesa del capitale attraverso il lavoro.
Questa è l'origine della figura imprenditoriale che spesso si etichetta con l'aformisma "idee di sinistra, ma portafoglio a destra" soprattutto quando l'imprenditore sfruttando l'internazionalizzazione costituisce società estere anche allo scopo di subire il meno possibile la pressione fiscale cosa che aiuta da un lato a rimanere competitivo sui mercati e nel contempo di difendere il profitto sul capitale. E' il suo obbiettivo e se al popolo ciò non sta bene non deve rivolgersi all'imprenditore ma al politico che permette questa dinamica che oltre ad una certa misura distrugge l'economia del paese facendo scappare non solo i capitali ma anche le imprese e quindi portando disoccupazione dilagante.
L'imprenditore che lotta contro il vorace fisco italiano che assorbe oramai tre barattoli di miele ogni quattro prodotti (75%), quando vi riesce di quei tre barattoli cerca di salvarne il più possibile reinvestendo in attività che creano posti di lavoro. Se ciò avviene all'estero è colpa del politico e non dell'imprenditore e della politica ne è sempre responsabile il popolo che è la parte maggioritaria del paese. Se la politica rendesse sconveniente l'evasione e il reinvestire all'estero automaticamente i capitali e le imprese rimarrebbero sul nostro territorio.
Ora la conclusione sul titolo dell'articolo che vuole far notare come gli opposti interessi intorno al denaro fanno sì che gli imprenditori con i loro managers hanno tutto l'interesse a sviluppare la crescita dell'economia privata che crea posti di lavoro e grazie a questi il consumo che sostiene le produzioni e i commerci mentre l'interesse della politica è quella di depredare con le tasse le imprese e i cittadini risparmiando sui servizi fino a renderli praticamente inesistenti e con i denari servire oggi gli interessi dei banchieri sionisti il cui progetto di realizzare il governo unico mondiale passa attraverso la creazione di fondi con i quali all'estero fare ben di peggio degli imprenditori "evasori e delocalizzatori" e cioè corrompere i governi per farli accettare di depredare e indebitare il proprio popolo per infine approdare alla annessione e sottomissione di quella che a quel punto sarà una ex nazione sovrana. I politici e loro governi il lavoro lo distruggono, non lo creano di certo anche perché non sanno fare altro.
Si guardi il livello veramente di basso profilo della classe politica a partire da Maastricht 1992 quando si archiviò la Prima Repubblica per far decollare la Seconda Repubblica che stiamo vivendo, il motivo è semplice, a Roma non devono sedere profili patriottici, etici, competenti ma dei semplici servi esecutori di ordini superiori per il perseguimento dei piani sionisti NWO. Laddove vediamo dei valevoli e brillanti tecnici competenti, lo sono veramente ma ahimè al soldo dei banchieri nostri nemici e non di noi popolo italiano!
Il popolo sapendo di questa dinamica è ora libero di decidere se perdere il tempo prezioso a giudicare le aree discutibili dell'operato degli imprenditori e managers piuttosto che mantenere il focus sui politici facendo di tutto per rimuoverli tutti ma anche il popolo decida se persistere stoicamente a sostenere politiche di sinistra pensando che siano queste a fare gli interessi dell'economia da cui dipendono i nostri posti di lavoro. La sinistra sconfinata nel mondialismo non solo non fa più gli interessi dei lavoratori ma li stermina e quel che ne resta è ridotto alla schiavitù in nome della salvezza delle banche, della moneta unica, della sanità mondiale.
Tenuto conto che a certo livelli di potere mantenersi "puliti" è forse un'utopia a un politico ladro è meglio un imprenditore ladro perché il primo nel derubare distrugge e basta, il secondo nel derubare ha comunque interesse a far girare l'economia il che significa posti di lavoro e economia per tutti.

